Il sogno di Maria
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Indice |
Colonna Sonora
E' la colonna sonora dei seguenti film:
Album
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Testo Della Canzone
Il sogno di Maria di Fabrizio De Andrè
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"Nel Grembo umido, scuro del tempio,
l'ombra era fredda, gonfia d'incenso; l'angelo scese, come ogni sera, ad insegnarmi una nuova preghiera: poi, d'improvviso, mi sciolse le mani e le mie braccia divennero ali, quando mi chiese - Conosci l'estate io, per un giorno, per un momento, corsi a vedere il colore del vento. Volammo davvero sopra le case, oltre i cancelli, gli orti, le strade, poi scivolammo tra valli fiorite dove all'ulivo si abbraccia la vite. Scendemmo là, dove il giorno si perde a cercarsi da solo nascosto tra il verde, e lui parlò come quando si prega, ed alla fine d'ogni preghiera contava una vertebra della mia schiena. (... e l' angelo disse: "Non temere, Maria, infatti hai trovato grazia presso il Signore e per opera Sua concepirai un figlio...) Le ombre lunghe dei sacerdoti costrinsero il sogno in un cerchio di voci. Con le ali di prima pensai di scappare ma il braccio era nudo e non seppe volare: poi vidi l'angelo mutarsi in cometa e i volti severi divennero pietra, le loro braccia profili di rami, nei gesti immobili d'un altra vita, foglie le mani, spine le dita. Voci di strada, rumori di gente, mi rubarono al sogno per ridarmi al presente. Sbiadì l'immagine, stinse il colore, ma l'eco lontana di brevi parole ripeteva d'un angelo la strana preghiera dove forse era sogno ma sonno non era - Lo chiameranno figlio di Dio - Parole confuse nella mia mente, svanite in un sogno, ma impresse nel ventre." E la parola ormai sfinita si sciolse in pianto, ma la paura dalle labbra si raccolse negli occhi semichiusi nel gesto d'una quiete apparente che si consuma nell'attesa d'uno sguardo indulgente. E tu, piano, posati le dita all'orlo della sua fronte: i vecchi quando accarezzano hanno il timore di far troppo forte.
| Canzoni italiane - 3 Febbraio 2012
Sanremo Social 2012 |
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Accordi
Em G D
Nel grembo umido, scuro del tempio l'ombra era fredda, gonfia
Em Em
d'incenso;
Em G D
l'angelo scese, come ogni sera, ad insegnarmi una nuova
Em Em
preghiera,
G D C
poi d'improvviso mi sciolse le mani e le mie braccia divennero
B
ali
G D C '|| D
quando mi chiese: conosci l'estate? io per un giorno, per
'|| B '||
un momento
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corsi a vedere il colore del vento.
Volammo davvero, sopra le case, oltre i cancelli, gli orti, le strade,
poi scivolammo tra valli fiorite dove all'ulivo si abbraccia la vite.
Scendemmo là dove il giorno si perde a cercarsi da solo nascosto tra il
verde,
e lui parlò come quando si prega, ed alla fine d'ogni preghiera
contava una vertebra della mia schiena.
Le ombre lunghe dei sacerdoti costrinsero il sogno in un cerchio di voci,
con le ali di prima pensai di scappare, ma il braccio era nudo e non seppe
volare;
poi vidi l'angelo mutarsi in cometa e i volti severi divennero pietra,
le loro braccia profili di rami nei gesti immobili d'una vita,
foglie le mani, spine le dita.
Voci di strada, rumori di gente, mi rubarono al sogno per ridarmi al
presente.
Sbiadì l'immagine, stinse il colore, ma l'eco lontana di brevi parole
ripeteva d'un angelo la strana preghiera dove forse era sogno, ma sonno non
era,
- lo chiameremo figlio di Dio - parole confuse nella mia mente,
svanite in un sogno, ma impresse nel ventre.
Em '|| Am B7
E la parola ormai sfinita si sciolse in
Em Em '||
pianto,
Am D G G
ma la paura delle labbra si raccolse negli occhi
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semichiusi nel gesto d'una quiete apparente
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che si consuma nell'attesa d'uno sguardo indulgente.
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E tu, piano, posasti le dita all'orlo della sua fronte:
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i vecchi quando accarezzano
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hanno il timore di far troppo forte.
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